Caro Berlusconi,
mi rivolgo a lei perché penso si debba condividere, da italiani prima ancora che
da candidati alla guida del Paese, una sincera preoccupazione, resa tale da
recenti atti e dichiarazioni politiche. E perché credo sia giusto e doveroso
assumere, di fronte al popolo italiano, a tutti i cittadini, un impegno di
chiarezza su alcune grandi questioni di principio, questioni che chiamerei di
lealtà repubblicana.
Non penso ovviamente agli aspetti legati ai nostri programmi di governo. Questi
sono, e devono essere, distinti e alternativi, lasciati al libero confronto
politico, come avviene nelle grandi democrazie. Saranno gli italiani a giudicare
la bontà delle nostre proposte, la loro concretezza, la loro attuabilità. E chi
guadagnerà un solo voto in più, è la mia convinzione che voglio ribadire ancora
una volta, avrà il compito e l’onore di governare l’Italia, sulla base proprio
del suo programma.
L’impegno che le chiedo e che io sono in grado di assumere con assoluta
determinazione riguarda altro, riguarda di più, perché ha a che fare con la
vita, l’identità e le istituzioni del Paese; con le basi stesse della nostra
convivenza civile, con i valori che la presiedono e che in sessant’anni di
storia repubblicana hanno permesso all’Italia di diventare la grande nazione che
è, uno dei pilastri della nuova Europa.
Le chiedo allora se è disposto a garantire formalmente e in modo vincolante che
lo schieramento da lei guidato, quale che sia il suo futuro ruolo, di
opposizione o di maggioranza, non verrà mai meno in alcun modo e rispetterà
sempre con convinzione questi quattro fondamentali principi: la difesa
dell’unità nazionale, che è il bene più prezioso che abbiamo, il legame che ci
fa sentire italiani e orgogliosi di esserlo; il rifiuto di ogni forma di
violenza, attuata o anche solo predicata, e per questo portatrice di divisione e
di odio; la fedeltà ai principi contenuti nella prima parte della nostra
Costituzione, fedeltà che non solo non contraddice, ma dovrà guidare, ogni
impegno di adeguamento della seconda parte della Carta; il riconoscimento e il
rispetto della nostra storia, della nostra identità nazionale e dei suoi
simboli, a cominciare dal tricolore e dall’inno di Mameli.
Gli italiani, su tutto questo, hanno il diritto di avere risposte e certezze. E
chi, alla guida del governo o dell’opposizione, si appresta ad assumere le più
grandi responsabilità, ha il dovere di assicurare tutto il suo impegno per
garantirle, sapendo che prima di ogni altra cosa, al di sopra di ogni interesse
di parte, c’è il bene comune, ci sono gli interessi nazionali.