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Carlo FANTINI |
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Parliamone.
E’ il nome che abbiamo scelto per questo nuovo strumento di comunicazione.
Parliamone: esprime il nostro desiderio di confrontarci con tutti sui problemi del nostro tempo, del nostro Paese, della nostra città.
Esprime la consapevolezza che è necessario ed importante ricominciare a parlare con la gente, diffondere più informazioni possibile, tentare di “fare cultura” anche su argomenti che sembrano scontati, già ampiamente dibattuti o forse, ad alcuni, retorici.
Prendiamo ad esempio la Democrazia, o meglio il problema o deficit di Democrazia, o se vogliamo il rischio che corre la Democrazia oggi in Italia.
Perché abbiamo scelto questo Tema?
Perché è strettamente collegato alla Libertà, innanzitutto di pensare, di parlare, di discutere e di scegliere.
Quella che in Italia sembrava fino a ieri una solida conquista, una realtà consolidata, un valore politico e sociale ampiamente condiviso, La Democrazia, oggi appare in crisi se non addirittura a rischio.
La scelta democratica fatta in Italia dopo la 2^ guerra mondiale è profondamente radicata nella Costituzione.
Non tanto nel fatto che siano garantite libere elezioni e la presenza di un parlamento eletto dal popolo. Quante “libere” elezioni e quanti parlamenti sostengono finte democrazie e reali dittature!
La garanzia fondamentale di una democrazia sta nei principi sanciti nella propria costituzione, nel rispetto di essi, nella certezza delle forme di controllo sugli eletti e sul loro operato e sulle leggi emanate!
E’ stato sconcertante, perciò, ascoltare le dichiarazioni del Vice Presidente del Senato, il LEGHISTA Calderoni, all’indomani della pronuncia con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato il cosiddetto “lodo Schifani”, il provvedimento con il quale si garantiva l'immunità e si sospendevano i processi in corso per le cinque più alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica, Premier, presidenti di Camera e Senato e presidente della Consulta:
“Mi chiedo come sia possibile – ha detto il Senatore della maggioranza di centro-destra – che 15 nominati o eletti indirettamente (sta parlando della Corte Costituzionale) possano dichiarare incostituzionale quello che 450 parlamentari hanno ritenuto invece costituzionale”.
Sono dichiarazioni sconcertanti, gravissime e preoccupanti per la nostra Democrazia.
Sarebbe come dire che una volta eletti in Parlamento, per cinque anni si può fare quello che si vuole e come si vuole.
Non servono le idee, né la legittimità di quello che si fa.
Bastano i numeri!
Ma questa non è democrazia e non è neanche rispetto per gli elettori!
Questa è una dittatura parlamentare di fatto.
E se poi pensiamo che questi parlamentari oltre a minare le basi ed i valori della nostra democrazia, stanno riformando, o meglio, stravolgendo la nostra carta Costituzionale (devolution selvaggia, attribuzione di competenze alle regioni ed agli enti locali senza fonti di finanziamento, potere del premier senza bilanciamenti in una forma di governo che non esiste in Europa) le preoccupazioni aumentano a dismisura.
Ma deve aumentare anche la nostra attenzione su questi temi, deve aumentare la necessità e l’urgenza di affrontarli, deve aumentare l’importanza di vigilare e di assumere ciascuno le proprie responsabilità ed il proprio ruolo.
Parliamone!
Carlo Fantini