2 aprile 2008, in Diario
Martedì 1 aprile sul pullman del "Giro dell'Italia nuova" è salito Rosario D. Direzione: Frosinone. Una tappa breve, vista la vicinanza con Roma e il quartier generale del PD, ma molto intensa, appassionata e ricca, come ci racconta il nostro wolontario/inviato.

L’appuntamento è fissato intorno alle quattro di pomeriggio, all’Henry Hotel, nella prima periferia di Frosinone. Ci sono tutti. C’è Piero Marrazzo, Goffredo Bettini, alcuni esponenti del Partito democratico di Frosinone, quattro rappresentanti dei giovani del Pd, Luca e Paolo di Alatri e Giacomo e Davide di Frosinone, e a sorpresa spunta anche una supporter d’eccezione, Serena Dandini. Bene, dopo lo scambio di qualche battuta, si può partire alla volta della piazza.
Al nostro arrivo l’aria è frizzante.


Il comizio viene aperto da Davide Pedrillo, è un ragazzo dei Giovani del Pd, ha appena vent’anni, ma parla già come un politico navigato. Inizia con una battuta: “Fino a pochi minuti fa pensavo di esser stato vittima del solito pesce d’aprile, poi, ho capito, è tutto vero”. Elogia la piazza “vedo i vostri occhi bagnati dalla speranza per un nuovo futuro” e ringrazia tutti e in special modo Veltroni, che di Frosinone è un abitué. “Walter ti voglio bene, ti voglio bene perché hai 52 anni e puoi cambiare il Paese – continua Davide – ti voglio bene perché non conosci il significato delle parole odio e arroganza, ma conosci benissimo il significato di parole come bene comune e comunità. Ancora mi ricordo – continua – quando venisti qua l’anno scorso, per appoggiare la candidatura di Michele Marini, oggi sindaco, e tu facesti un parallelismo tra il sindaco e l’autista dell’autobus, che ha una grande responsabilità e tu sei l’autista di questo bellissimo autobus, che si chiama Italia”. Ma Davide ha tempo ancora, prima di passare la parola al segretario, di ricordare il difficilissimo ed importantissimo ruolo giocato nella partita siciliana dalla Finocchiaro e da tutte quelle persone che giornalmente lotta per una Sicilia libera dal giogo mafioso. E così da il là a Veltroni.



Il segretario del Pd tocca tutti i temi del programma. Trova pure il tempo per lanciare qualche frecciatina all’avversario e ricorda l’indecoroso spettacolo che alcuni senatori della Casa delle libertà diedero lo scorso febbraio in Senato. “Tutte persone che non possono essere ri-candidate”, aveva detto Silvio Berlusconi al direttore del Sole24, cosa poi smentita dai fatti. E uno di quei signori, un cero senatore Gramazio, un uomo duro e puro, proprio l’altro ieri ha aggredito il direttore generale di Laziosanità, Claudio Clini, durante una seduta del consiglio di amministrazione. Perché smentirsi?

Ma Veltroni parla anche del confronto Tv e del diritto che gli italiani hanno di vedere i due principali candidati confrontarsi in Tv, come lo si fa tutta Europa. In proposito ricorda il coraggio di un certo personaggio manzoniano e il consiglio che Bossi ha dato all’alleato di Arcore di non affrontare Veltroni: “Perché un po’ di stupidaggini le ha dette e lì verrebbero moltiplicate”, ha dichiarato il leader del Carroccio.

Veltroni continua tra gli applausi e i sorrisi della gente fino alla fine. Ma la gente non vuole lasciarlo andare, non vuole che la festa finisca così. La cosa più bella? Una giovane coppia, Augusto e Saira, che volevano tanto che Walter prendesse in braccio il piccolo Daniel, ma la ressa era troppa e non sono riusciti a raggiungere il segretario. Una signora, invece, un po’ in disparte, con tanta dignità e pochissima ostentazione, aveva le lacrime agli occhi. Forse la Dandini ha avuto ragione quando ha dichiarato: “Walter ha ridato vita ad un sogno”. E sul pullman, al momento di ripartire verso Roma, ancora circondati dal calore dei ciociari, qualcuno ha paragonato questa ressa all’ultima finale dei mondiali.