Martedì 1 aprile sul pullman
del "Giro dell'Italia nuova" è salito Rosario D. Direzione: Frosinone. Una
tappa breve, vista la vicinanza con Roma e il quartier generale del PD, ma
molto intensa, appassionata e ricca, come ci racconta il nostro wolontario/inviato.
L’appuntamento è fissato intorno alle quattro di pomeriggio, all’Henry
Hotel, nella prima periferia di Frosinone. Ci sono tutti. C’è Piero
Marrazzo, Goffredo Bettini, alcuni esponenti del Partito democratico di
Frosinone, quattro rappresentanti dei giovani del Pd, Luca e Paolo di
Alatri e Giacomo e Davide di Frosinone, e a sorpresa spunta anche una
supporter d’eccezione, Serena Dandini. Bene, dopo lo scambio di qualche
battuta, si può partire alla volta della piazza. Al nostro arrivo l’aria
è frizzante.
Il comizio viene aperto da Davide Pedrillo, è un
ragazzo dei Giovani del Pd, ha appena vent’anni, ma parla già come un
politico navigato. Inizia con una battuta: “Fino a pochi minuti fa pensavo
di esser stato vittima del solito pesce d’aprile, poi, ho capito, è tutto
vero”. Elogia la piazza “vedo i vostri occhi bagnati dalla speranza per un
nuovo futuro” e ringrazia tutti e in special modo Veltroni, che di
Frosinone è un abitué. “Walter ti voglio bene, ti voglio bene perché hai
52 anni e puoi cambiare il Paese – continua Davide – ti voglio bene perché
non conosci il significato delle parole odio e arroganza, ma conosci
benissimo il significato di parole come bene comune e comunità. Ancora mi
ricordo – continua – quando venisti qua l’anno scorso, per appoggiare la
candidatura di Michele Marini, oggi sindaco, e tu facesti un parallelismo
tra il sindaco e l’autista dell’autobus, che ha una grande responsabilità
e tu sei l’autista di questo bellissimo autobus, che si chiama Italia”. Ma
Davide ha tempo ancora, prima di passare la parola al segretario, di
ricordare il difficilissimo ed importantissimo ruolo giocato nella partita
siciliana dalla Finocchiaro e da tutte quelle persone che giornalmente
lotta per una Sicilia libera dal giogo mafioso. E così da il là a Veltroni.

Il segretario del Pd tocca tutti i temi del programma. Trova pure il
tempo per lanciare qualche frecciatina all’avversario e ricorda
l’indecoroso spettacolo che alcuni senatori della Casa delle libertà
diedero lo scorso febbraio in Senato. “Tutte persone che non possono
essere ri-candidate”, aveva detto Silvio Berlusconi al direttore del
Sole24, cosa poi smentita dai fatti. E uno di quei signori, un cero
senatore Gramazio, un uomo duro e puro, proprio l’altro ieri ha aggredito
il direttore generale di Laziosanità, Claudio Clini, durante una seduta
del consiglio di amministrazione. Perché smentirsi?
Ma Veltroni parla anche del
confronto Tv e del diritto che gli italiani hanno di vedere i due
principali candidati confrontarsi in Tv, come lo si fa tutta Europa. In
proposito ricorda il coraggio di un certo personaggio manzoniano e il
consiglio che Bossi ha dato all’alleato di Arcore di non affrontare
Veltroni: “Perché un po’ di stupidaggini le ha dette e lì verrebbero
moltiplicate”, ha dichiarato il leader del Carroccio.
Veltroni continua tra gli applausi e i sorrisi della gente
fino alla fine. Ma la gente non vuole lasciarlo andare, non vuole che la
festa finisca così. La cosa più bella? Una giovane coppia, Augusto e Saira,
che volevano tanto che Walter prendesse in braccio il piccolo Daniel, ma
la ressa era troppa e non sono riusciti a raggiungere il segretario. Una
signora, invece, un po’ in disparte, con tanta dignità e pochissima
ostentazione, aveva le lacrime agli occhi. Forse la Dandini ha avuto
ragione quando ha dichiarato: “Walter ha ridato vita ad un sogno”. E sul
pullman, al momento di ripartire verso Roma, ancora circondati dal calore
dei ciociari, qualcuno ha paragonato questa ressa all’ultima finale dei
mondiali.